Recensione di Elisabetta Bolondi
Autore: Schneider Helga
Titolo: Stelle di cannella
Editore: Salani 2002
David e Fritz, con i loro gatti, il nero Koks e la candida Muschi, sono due ragazzini di undici anni che vivono in un quartiere benestante di Berlino nel 1932; attigua alla loro c'è la villa dell'architetto Winterloh, il cui figlio, Berty, è fidanzato con la sorella di David, Lene, che non è ebrea perchè nata da un precedente matrimonio di sua madre Jutta. Nell'anno che va dal natale 32 alla fine del 33 tutto cambia in Germania: la presa di potere di Hitler , la discriminazione e poi persecuzione degli ebrei segnano la vita delle tre famiglie che l'autrice ci descrive nella loro quotidianità. Tutto succede con grande lentezza ma inesorabilmente: dapprima minacce, poi scritte infamanti, poi percosse segnano la storia dei Korsakov, i genitori di David, mentre lo stesso ragazzo subirà proprio dal suo più caro amico, Fritz, le vendette più atroci.Egli infatti, arruolatosi nella gioventù hitleriana, ha assorbito rapidamente il veleno di quelle insane teorie trasformandosi rapidamente in un piccolo mostro. Grande pacatezza nel raccontare l'orrore della trasformazione della Germania in un luogo di tortura per tutti i nemici del Reich da parte di questa scrittrice, già autrice dello splendido Il rogo di Berlino, che ci regala un romanzo adatto a ragazzi che non sanno la portata della tragedia della shoah ma che possono comprenderne le devastanti teorie attraverso l'amicizia distrutta dei due ragazzi protagonisti della storia.

Indice