Recensione di Elisabetta Bolondi
Autore: Alcott Louisa May
Titolo: Racconti d'amore e di guerra
Editore: Donzelli

Veramente insolito e sorprendente il libro che contiene tre racconti di Louisa May Alcott, che avevamo lasciato nella prima adolescenza come autrice di Piccole donne, e che ritroviamo come grande scrittrice di temi molto coraggiosi come quelli della presenza delle donne nella guerra civile americana, del rapporto con i neri, del ruolo della donna in America mentre in Europa trionferanno i movimenti per l' emancipazione femminile.L'autrice, come spiega con grande acutezza la curatrice Sara Antonelli, ci mette di fronte al personaggio di una trentenne del New England che coraggiosamente si arruola nell'esercito delle infermiere che vengono destinate, in approssimativi ospedali, a curare, accudire, rincuorare i feriti, mutilati, impazziti giovani soldati provenienti da un fronte dove si combattono connazionali separati da ideologie destinate, almeno quella dei sudisti, a soccombere. Vediamo allora la puritana Tribulation venire a contatto con corpi maschili seminudi, con atroci ferite, con morti annunciate, il tutto descritto con ironia, distacco, finchè il tifo la rispedirà a casa: ma l'iniziazione è stata formidabile. Altre due donne, la fredda Miss Dane e la passionale Claudia, sone le eroine di altri due bei racconti; la prima, sedotta dalla bellezza di uno schiavo nero che tuttavia non può permettersi; l'altra, capace di sfidare pregiudizi invalicabili e disprezzo sociale per amore di Paul, dall'aspetto affascinante malgrado una parte di sangue nero. Dickens e Shakespeare, i trascendentalisti americani, la Bibbia, Thoreau e Emerson sono i rimandi letterari che la colta Alcott ci mostra nelle sue immagini in grado di restituirci spaccati della vita americana di mettà 800 con una notevole freschezza ma anche con grande padronanza della lingua e dei suoi artifici retorici. Bellissima la fotografia riprodotta sulla copertina del libro, che ci mostra in modo efficace il ritratto di una donna capace di sfidare convenzioni che sembravano a quel tempo del tutto inattaccabili.

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