Recensione di Elisabetta Bolondi
Autore: Barbujani Guido
Titolo: Questione di razza
Editore: Mondadori 2003
L'autore di questo romanzo è uno scienziato genetista che insegna a Ferrara, ed in questa città è ambientata la storia del prefetto Mormino che negli anni 30 decide di scrivere articoli di carattere scientifico sulla rivista "La difesa della razza" di Telesio Interlenghi dove si andavano costruendo le teorie razziste che preparavano la strada alle leggi razziali che saranno rese pubbliche nel 1938. La particolarità ed il paradosso della vicenda è dovuta al fatto che il fascista tiepido Mormino, si servirà per scrivere i suoi articoli dove si teorizza l'esistenza di una razza padana di una insegnante ebrea di origine russa.Tatiana Silbermann, privata della cattedra di scienze al liceo a seguito delle leggi antiebraiche, accetta per sopravvivere di scrivere per la rivista del regime articoli di carattere scientifico a nome del prefetto, che la ricompensa con uno stipendio pari a quello che ha perso. Ma l'incontentabile direttore della rivista pur lodando Mormino vuole di più, vuole una dichiarazione scientifica di antisemitismo e la Silbermann, con cui il prefetto ha costruito un ambiguo rapporto di dipendenza, semberà non sottrarsi all'inizio, salvo poi che nelle ultime pagine del romanzo la situazione precipità con un finale drammatico: Tatjana viene fucilata dal ras fascista di Ferrara che vuole così punire Mormino: questi sopravviverà, pieno di sensi di colpa, e condannato dalla Silbermann che nel dedicargli in russo il suo libro lo bolla per sempre come un infame.Romanzo originale, denso di ricostruzioni perfette del clima dell'epoca, con ambienti e dialoghi costruiti con grande maestria e sensibilità storico-scientifica.
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