Recensione di Elisabetta Bolondi
Autore: Benacquista Tonino
Titolo: Qualcun altro
Editore: Einaudi 2003
La storia di una scommessa fra due quarantenni parigini che dopo una partita di tennis, davanti ad un bicchierino di wodka, si danno appuntamento dopo tre anni, stessa ora, stesso luogo, per vedere se sono in grado di riconoscersi. I capitoli del libro alternano le vicende dei due, che, ognuno a suo modo, si trasformano in qualcun altro. Ecco allora la Parigi odierna fare da sfondo alle avventure un po' inverosimili, talvolta, dei due personaggi che pian piano perdono la loro identità: il modello del Fu Mattia Pascal è certamente presente, ma l'idea del doppio è risolta narrativamente in modo piuttosto brillante. Thierry Blin e Nicolas Zebrinski diventano così la metafora dell'insoddisfazione della attuale borghesia, scontenta della propria vita, del proprio lavoro, della propria collocazione sociale, alla perenne ricerca di qualcosa che permetta di divenire qualcun altro, anche a costo di perdere tutto.
Piacevole la scrittura, abilissimo lo scrittore, di origine italiana,nel passare da un registro ad un altro,da un personaggio al suo opposto pur nella sostanziale unitarietà della narrazione.
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