Recensione di Elisabetta Bolondi
Autore: Bianchini Angela
Titolo: Nevada
Editore: Frassinelli 2002
Nell'autunno del 1952 un gruppo di giovani donne sono riunite in un ranch nel Nevada, vicino a Reno, dove secondo una legge del paese si può ottenere il divorzio purchè si trascorrano 45 giorni nell'attesa di poter ottenere la sentenza. Le donne presenti sono americane, tranne la ragazza protagonista, italiana di cui non si dice neppure il nome: di lei sappiamo solo che ha portato con sè il Decamarone, che legge quando è da sola nella sua stanza; sappiamo anche che ad aspettrla vi è un uomo misterioso, da cui lei attende lettere. La descrizione dell'ambiente claustrofobico che è il salotto del ranch, dove si muovono come su di un palcoscenico le varie protagoniste, lascia ogni tanto il posto alla situazione politica statunitense alla vigilia delle elezioni politiche che consegneranno la presidenza ad Eisenhower. Il romanzo racconta di una attesa, una lunga attesa per una vita nuova che aspetta le donne, una volta divorziate. Romanzo singolare, dalla trama esile ma dalle molte suggestioni: scenari naturali e psicologici del tutto inconsueti uniti ad un linguaggio puntuale e curatissimo costituiscono il fascino di questo breve, strano e fascinoso racconto.
(2003)

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