Recensione di Elisabetta Bolondi
Autore: Alberico Giulia
Titolo: Il gioco della sorte
Editore: Sellerio
Non può essere spassionato o/ed imparziale il giudizio che si dà sul libro scitto da una cara amica, tuttavia il livello raggiunto dalla sua scrittura, la capacità di trasformare nelle immagini letterarie le sofferenze dei sentimenti della solitudine, della vecchiaia, dell’abbandono conferiscono a questo libro forte l’incanto della favola a tratti, la durezza della vita, l’incanto della natura vista soprattutto attraverso gli alberi e i fiori, convolvoli o limoni, cedrina o gerbere, a raccontare diversi stati d’animo in diverse fasi della vita, mentre sullo sfondo si dipanano pagine di una storia recente ma ormai lontana, che si ritrova nelle pagine dimenticate di lettere nascoste, nei ricordi struggenti delle tre donne indimenticabili , Clara, Delia, Agnese, che insieme a Lia formano un altro madrigale che ci riporta al titolo dell’altro libro di Giulia; anche qui la composizione fa pensare ad un concerto a più strumenti, dalle cui voci apparentemente discordanti nasce l’armonia che costiutuisce il fascino della sscrittura levigata, ormai decisamente matura di questa nuova convincente prova della scrittrice.

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