Recensione di Elisabetta Bolondi
Autore: Tartt Donna
Titolo: Dio di illusioni
Editore: BUR Rizzoli
Un gruppo di viziatissimi studenti universitari della ricca borghesia della East Coast studiano greco antico e latino con un professore fascinoso e stravagante in una università del Vermont negli anni 70. Tra essi riesce ad inserirsi Richard, californiano di modeste origini, che per ragioni sociali desidera essere incluso nel chiuso gruppetto dei 5 privilegiati: Bunny, Henry, Francis e i due gemelli Camilla e Charles. Nel corso del tempestoso romanzo succedono cose terribili che coinvolgono i giovani in un omicidio rituale e più tardi in un evento altamente drammatico che porterà il gruppo al disastro finale. Lo spaccato sociale che ci viene raccontato con perizia narrativa dall'autrice è terribilmente desolante: gli eredi della classe dirigente americana si rivelano degli alcolisti drogati irresponsabili,scialacquatori di patrimoni che non hanno sudato, odiosi arrampicatori con manie omicide ed autolesioniste, dietro la pretesa di essere studiosi raffinati, tutti dediti a studi classici elitari ed inutili. Un romanzo sul mondo universitario davvero tragico, anche se ben approfondito malgrado alcune lungaggini.
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