Recensione di Elisabetta Bolondi
Autore: Piperno Franco
Titolo: Con la peggiori intenzioni
Editore: Mondadori 2005
Un caso letterario sbandierato su tutta la stampa e i media il primo romanzo di questo professore di francese all'Università di 33 anni, ebreo, che racconta in un libro di oltre 300 pagine la Roma di una ricchissima famiglia di commercianti ebrei, i Sonnino, le cui vicende si intersecano con quelle del socio in affari, Cittadini, sposato ad una principessa napoletana, noto arrampicatore sociale, nonno della protagonista della storia, la diciottenne Gaia, ricca e stupida ragazza pariolina che fa innamorare e perdere dietro di sè l'io narrante, l'autobiografico, o quasi, Daniel Sonnino. A pagine ben scritte, piene di talento narrativo e di una buona tenuta stilistica, se ne altrnano altre in cui l'esilità della trama, o comunque gli stereotipi di certi noiosi ambienti romani, l'Olgiata, il bar Parnaso, fanno scadere la narrazione a livello di un gossip per adolescenti, stile 3 metri sopra il cielo, il fortunatissimo best seller di Moccia tutto ambientato nel mondo giovanile di un quartiere bene di Roma nord.Tuttavia merito del libro è quello di aver indagato un ambiente, quello dei ricchi commercianti ebrei romani scampati alla shoah che negli anni 60 e 70 hanno tentato di ricostruire una vita solida economicamente, eludendo ogni moralismo, ogni vincolo familiare che potesse frenare una voglia di vivere al meglio per risarcire ferite troppo dolorose. Il personaggio davvero riuscito è quello del nonno, Bepy, che si lascia morire per non perdere, anche se ormai anziano, la propria proverbiale virilità, dopo aver perso tutti i suoi denari.

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