Recensione di Elisabetta Bolondi
Autore: Loewenthal Elena
Titolo: Attese
Editore: Bompiani 2004
Attese è il titolo che l'autrice ha voluto dare a questo libro di donne, di varie generazioni, che trascorrono lunghi anni ad osservare, a vivere una lunga attesa di qualcosa che forse si verifcherà, e questo qualcosa può essere gioia, felicità, ma anche dolore, perdita, lutto. Si tratta di quattro racconti legati fra loro da fili esili di parentele, lungo un arco di tempo che va dalla fine dell'800 ai nostri giorni, tranne il primo, collocato in un remoto passato biblico.
Il più lungo di questi racconti, quasi un romanzo nel romanzo, ha per protagonista Claudia, giovane sposa ebrea torinese trasferita ad Alessandria, che dopo sette anni di vita serena vicino ad Arturo, resterà vedova a meno di trenta anni con tre figli bambini: ma la sua capacità di attendere, ricamando una tovaglia che come la tela di Penelope non finisce mai, le riserverà la gioia di un'altra vita, una vita vera, per vivere la quale lascerà per sempre il velo del lutto che aveva indossato e che, quasi come un misterioso testimone, continuerà ad aleggiare tra le mani di altre donne che verranno dopo di lei. Lirica e commovente la storia della levatrice Elvira, che insieme all'ottuagenario Ariodante, verrà violentemente prelevata dagli sgherri dei nazisti ed avviata al forno crematorio di Auschwitz: raramente nella narrativa della deportazione si sono lette pagine così liriche, così intensamente poetiche, così laceranti
Indice